Domenica 24 APRILE 2016 ‘AMARE GLI ALTRI “come” HA FATTO GESU’.(dal Vangelo secondo Giovanni 13, 31-35)

‘AMARE GLI ALTRI “come” HA FATTO GESU’.(dal Vangelo secondo Giovanni 13, 31-35)

     “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni e gli altri”.

Amare è necessario come il respiro.

“Abbiamo bisogno tutti di molto amore per vivere bene (J. Maritain)”

Gli uni gli altri”.

Non si amano tutti gli Ospiti del Centro Andrea in generale, ma occorre amare questa persona, questo straniero, questo volto, partecipando con il cuore alla loro situazione. Si amano le persone ad una ad una, volto per volto.

“da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri”.

Non basta essere credenti, dobbiamo essere anche credibili:

col nostro saluto, con la telefonata, con la stretta di mano, con un abbraccio, con la parola sincera.

DIO NON SI DIMOSTRA, SI MOSTRA.


 TOCCHI DI CRONACA.

Volontari presenti:

Franco, Tommy, Antonio, Gianfranco, Pina, Luciano, Silvia, Stefano, Giuseppina, Vincenzo, Etleva con il Cugino e Mamma, Antonio Franco (quasi ingegnere), Carlo, Patrizia, Katherin, Andrea e Filomena, Vito musicista con Irene, Agnese e Giampiero.

 

TI SEMBRA POSSIBILE per noi che lo conosciamo da tempo?(indovina chi è).

Arriva trafelato, sorridente, con timidezza apparente.

Si avvicina, saluta con cordialità finalmente ritrovata. Conscio del suo comportamento scorretto in passato, raddoppia i saluti e le strette di mano. “Son venuto per salutarvi! dice a tutti noi Volontari e tornerò domenica prossima”.

Che stranezza! Passare dall’insulto di un tempo al saluto gentile, sembra quasi un insulto alla sincerità. Eppure è verità di stamane. Accogliere negli altri l’aspetto positivo, anche se ci costa sacrificio serve, ci aiuta a maturare evangelicamente.

BABBO NATALE DI nome “CALOGERO”.

Domenica arriva pallido e senza doni. (tutti lo conosciamo per la sua barba fluente).

La sua assenza al Centro era da tempo sottolineata da tanti. Si sentiva un vuoto di calore umano, di simpatia e di delicatezza; soprattutto quando portava i fiori freschi per la celebrazione della Santa Messa.

Preferendo dormire la notte sulle panchine per contemplare le stelle del cielo, come dice lui, si ammalò gravemente e venne ricoverato all’ospedale. La perdita di peso ci impressionò molto, ma gli occhi vispi e la gioia di rivederci annullò ben presto la nostra preoccupazione. Abbondante negli abbracci, ritornò nuovamente l’amico di tutti.

 Buona settimana a tutti e auguri ai Volontari che festeggiano San Marco scrittore del Vangelo omonimo e patrono di Venezia.

Fratel Egidio MuraEgidio3

 

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