Domenica 25 Luglio 2021

Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 6,1-15

Distribuì a quelli che erano seduti quanto ne volevano.

In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Allora Gesù, alzati gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».
Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.
E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo. Parola del Signore.

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La domanda che Gesù rivolge a Filippo sul dove si potrà trovare pane per tutti è domanda rivolta a ognuno di noi quando davanti alla sproporzione delle cose che ci accadono ci sentiamo interpellati:

“E adesso dove troverai tutte le forze per affrontare questo?”.

C’è sempre la presa di coscienza di una grande sproporzione che c’è tra le nostre forze e ciò che ci tocca vivere. Se ci pensiamo davvero, sperimentiamo lo stesso spaesamento che avrà provato il povero Filippo. Solo un miracolo può salvarci. E il miracolo accade.

Bisogna avere almeno l’umiltà di sapere quel poco che si ha. Se sappiamo fare solo l’elenco di ciò che ci manca rimaniamo schiacciati dal solo pensiero delle cose. Gesù moltiplica quei cinque pani e due pesci, ma moltiplica non crea. Moltiplicare cinque è cosa diversa dal moltiplicare zero. Nessuno di noi ha zero. Ha qualcosa, che non sarà certamente abbastanza. Lo metta però con fiducia davanti al Signore ed Egli farà il resto. L’errore è il pensare che il poco che noi abbiamo non conti nulla.

In realtà non conta nulla quando rimane da solo, ma quando è consegnato a Lui non solo basta ma avanza. E’ il miracolo del possibile offerto con fiducia. Dovremmo diventare esperti nel fare questo tipo di miracoli, cioè nel fare ciò che ci è possibile fare senza pretendere da noi stessi l’impossibile.

Quest’ultimo lasciamolo a Lui.

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CIO’ CHE CI UNISCE

DOMENICA 18 Luglio

Incontro Alla Sorgente Di Baldissero, luogo avvolto dalla natura e dai suoi silenzi, dopo il servizio al Centro Andrea, momenti di relax, festa, dialogo e sogni.

Fare famiglia assorbendo dalle radici la linfa per fruttificare nel nostro futuro, non c’è’ futuro costruttivo senza la conoscenza del passato.

la sua forza sia con noi!

Dal Vangelo secondo Marco Mc 6,30-34

In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

Parola del Signore.

Leggiamo con gli occhi di oggi questo brano del Vangelo.

Siamo gli apostoli o la folla?

E come apostoli, noi Volontari responsabili di servizi, coordinatori, collaboratori, troviamo il tempo di riunirci attorno a Gesù per riferirGli ciò che abbiamo fatto durante il servizio alla Messa del Povero? Ritorniamo a Gesù, colui che ci ha chiamati, inviati e abilitati alla missione del servizio per i poveri, ritorniamo alla fonte. Lui ci chiama in disparte, soli con solo Lui, riposiamoci in Lui.

Noi abbiamo compassione di loro, dei poveri? Oltre che fare un ottimo servizio e dare cibo, abiti, dialogo… sappiamo patire con loro? Li guardiamo negli occhi, sappiamo ascoltare da cuore a cuore?

Cosa insegniamo a loro? Siamo capaci ad educarli al rispetto del cibo? Al valore di quello che ricevono?

Loro non hanno pastori….. siamo noi con la nostra umiltà, sensibilità, attenzione, fermezza, determinazione ad insegnare loro alcune piccole cose….

E poi sia la carità e non la commiserazione a guidarci. Una carità che non sia pietismo o dare senza attenzione a chi si dà o cosa si dà, una carità con le intenzioni di Gesù….

Rileggiamo alcuni brani del Vangelo e cerchiamo di scoprire come lui agiva…. Non con tutti usava le stesse modalità.

San Paolo ci dà qualche spunto nella lettera ai Corinzi, rileggiamo.

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Come chiesto da Gesù ci siamo recati in posto solitario sulla collina di Torino per passare insieme momenti di relax, riflessione, revisione delle attività svolte nell’anno e programmazione. Pranzo sfizioso e gioiosa convivialità. Presenti inizialmente 9 persone (3 consiglieri, 2 probiviri, 4 volontari, nel pomeriggio bella sorpresa di Stefano con il figlio Tommy. Gli aspetti organizzativi si sono ben integrati con quelli spirituali: letture, commenti e preghiere. Partiti da un escursus sulle motivazioni e i bisogni dei fondatori e dei poveri, nonché di come si sono sviluppati i bisogni e i richiami spirituali (da Gesù Crocifisso all’Adorazione delle Gesù Risorto e all’azione risanante e potente delle Sue Piaghe che ci conducono all’adorazione di Dio in spirito e Verità) Il profondo valore della Messa del Povero è di essere contemporaneamente un’opera di misericordia spirituale e corporale. E noi per la nostra azione di evangelizzazione è necessario adorare il Signore Gesù Cristo, nei nostri cuori, ed essere pronti sempre a rispondere a chiunque ci domandi ragione della speranza che è in noi. Ma è anche necessario essere sempre rivestiti delle armature che ci suggerisce Paolo nella lettera agli Efesini che potete leggere e farne tesoro. Il fatto più sorprendente è stato il brano scelto a caso da Mario all’inizio del momento spirituale che con viva sorpresa di tutti è stato lo stesso brano scelto a caso da Tommy il figlio di Stefano. Vale la pena rileggerlo insieme e riflettere sul perché per ben due volte ci viene proposto e come applicarlo a noi, nella nostra vita, per le opere di carità che svolgiamo, e per lo spirito che possiamo ricercare ed esprimere.

Giovanni 4

Le disse Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli infatti erano andati in città a far provvista di cibi. Ma la Samaritana gli disse: «Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non mantengono buone relazioni con i Samaritani. Gesù le rispose: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli disse la donna: «Signore, tu non hai un mezzo per attingere e il pozzo è profondo; da dove hai dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede questo pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo gregge?». Rispose Gesù: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna» … Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità»

Qui di seguito i brani citati

Prima Lettera Pietro 3.8

E infine siate tutti concordi, partecipi delle gioie e dei dolori degli altri, animati da affetto fraterno, misericordiosi, umili. Non rendete male per male né ingiuria per ingiuria, ma rispondete augurando il bene. A questo infatti siete stati chiamati da Dio per avere in eredità la sua benedizione.
Chi infatti vuole amare la vita e vedere giorni felici trattenga la lingua dal male e le labbra da parole d’inganno,
eviti il male e faccia il bene, cerchi la pace e la segua, perché gli occhi del Signore sono sopra i giusti
e le sue orecchie sono attente alle loro preghiere; ma il volto del Signore è contro coloro che fanno il male.
E chi potrà farvi del male, se sarete ferventi nel bene? Se poi doveste soffrire per la giustizia, beati voi! Non sgomentatevi per paura di loro e non turbatevi, ma adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza, perché, nel momento stesso in cui si parla male di voi, rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo. Se questa infatti è la volontà di Dio, è meglio soffrire operando il bene che facendo il male, perché anche Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito. E nello spirito andò a portare l’annuncio anche alle anime prigioniere, che un tempo avevano rifiutato di credere, quando Dio, nella sua magnanimità, pazientava nei giorni di Noè, mentre si fabbricava l’arca, nella quale poche persone, otto in tutto, furono salvate per mezzo dell’acqua. Quest’acqua, come immagine del battesimo, ora salva anche voi; non porta via la sporcizia del corpo, ma è invocazione di salvezza rivolta a Dio da parte di una buona coscienza, in virtù della risurrezione di Gesù Cristo. Egli è alla destra di Dio, dopo essere salito al cielo e aver ottenuto la sovranità sugli angeli, i Principati e le Potenze.

Efesini 6

…e non servendo per essere visti, come per piacere agli uomini, ma come servi di Cristo, compiendo la volontà di Dio di cuore, prestando servizio di buona voglia come al Signore e non come a uomini. Voi sapete infatti che ciascuno, sia schiavo sia libero, riceverà dal Signore secondo quello che avrà fatto di bene…
…Per il resto, attingete forza nel Signore e nel vigore della sua potenza. Rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti. Prendete perciò l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver superato tutte le prove. State dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia, e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace. Tenete sempre in mano lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno; prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio. Pregate inoltre incessantemente con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, vigilando a questo scopo con ogni perseveranza e pregando per tutti i santi, e anche per me, perché quando apro la bocca mi sia data una parola franca, per far conoscere il mistero del vangelo, del quale sono ambasciatore in catene, e io possa annunziarlo con franchezza come è mio dovere.
Pace ai fratelli, e carità e fede da parte di Dio Padre e del Signore Gesù Cristo. La grazia sia con tutti quelli che amano il Signore nostro Gesù Cristo, con amore incorruttibile.

Giovanni 3

Non ti meravigliare se ti ho detto: “Bisogna che nasciate di nuovo”. Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito».

«E, come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna. Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è giudicato

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Oggi 21 febbraio 2021, prima domenica di Quaresima, Don Giovanni (Parroco di Rivoli) ha celebrato la Santa Messa con l’imposizione delle Ceneri

MERCOLEDÌ DELLE CENERI

Antifona d’Ingresso Sap 11,24-25.27

Tu ami tutte le creature, Signore, e nulla disprezzi di ciò che hai creato; tu dimentichi i peccati di quanti si convertono e li perdoni, perché tu sei il Signore nostro Dio.

Colletta O Dio, nostro Padre, concedi, al popolo cristiano di iniziare con questo digiuno un cammino di vera conversione, per affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento contro lo spirito del male. Per il nostro Signore.

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I – LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura Gl 2,12-18

Dal libro del profeta Gioèle

Cosi dice il Signore:«Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti.

Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore, vostro Dio, perché egli è misericordioso e pietoso, lento all’ira, di grande amore, pronto a ravvedersi riguardo al male».

Chi sa che non cambi e si ravveda e lasci dietro a sé una benedizione?

Offerta e libagione per il Signore, vostro Dio.

Suonate il corno in Sion, proclamate un solenne digiuno, convocate una riunione sacra.

Radunate il popolo, indite un’assemblea solenne, chiamate i vecchi, riunite i fanciulli, i bambini lattanti; esca lo sposo dalla sua camera e la sposa dal suo talamo.

Tra il vestibolo e l’altare piangano i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano: «Perdona, Signore, al tuo popolo e non espor-re la tua eredità al ludibrio e alla derisione delle genti».

Perché si dovrebbe dire fra i popoli: «Dov’è il loro Dio?».

Il Signore si mostra geloso per la sua terra e si muove a compassione del suo popolo.

Parola di DIO

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Salmo Responsoriale Dal Salmo 50

Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore; nella tua grande misericordia cancella la mia iniquità.

Lavami tutto dalla mia colpa, dal mio peccato rendimi puro.

Sì, le mie iniquità io le riconosco, il mio peccato mi sta sempre dinanzi.

Contro di te, contro te solo ho peccato, quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto.

Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo.

Non scacciarmi dalla tua presenza e non privarmi del tuo santo spirito.

Rendimi la gioia della tua salvezza, sostienimi con uno spirito generoso.

Signore, apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode.

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Seconda Lettura 2 Cor 5,20-6,2

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, noi, in nome di Cristo, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta.

Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio. Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio.

Egli dice infatti: «Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso». Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!

Parola di DIO

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Canto al Vangelo Sal 94,8

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Oggi non indurite il vostro cuore, ma ascoltate la voce del Signore.

Dal vangelo secondo Matteo 6,1-6.16-18

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

Parola del Signore

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II – LITURGIA di PENITENZA

Terminata l’omelia, il sacerdote benedice le ceneri:

Raccogliamoci, fratelli carissimi, in umile preghiera, davanti a Dio nostro Padre, perché faccia scendere su di noi la sua benedizione e accolga l’atto penitenziale che stiamo per compiere.

Tutti si raccolgono, per alcuni istanti, in preghiera silenziosa; e il sacerdote prosegue:

O Dio, che hai pietà di chi si pente e doni la tua pace a chi si converte, accogli con paterna bontà la preghiera del tuo popolo e benedici questi tuoi figli, che riceveranno l’austero simbolo delle ceneri, perché, attraverso l’itinerario spirituale della Quaresima, giungano completamente rinnovati a celebrare la Pasqua del tuo Figlio, il Cristo nostro Signore.

Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Il Sacerdote asperge con l’acqua benedetta le ceneri mentre fedeli processionalmente, si presentano al celebrante, il quale impone a ciascuno le ceneri, dicendo:

Convertitevi, e credete al Vangelo. Oppure: Ricordati che sei polvere, e in polvere tornerai.

III – LITURGIA EUCARISTICA

Sulle Offerte Accogli, Signore, questo sacrificio, col quale iniziamo solennemente la Quaresima, e fa’ che mediante le opere di carità e penitenza vinciamo i nostri vizi e liberi dal peccato possiamo celebrare la Pasqua del tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Dopo la Comunione

Questo sacramento che abbiamo ricevuto, o Padre, ci sostenga nel cammino quaresimale, santifichi il nostro digiuno e lo renda efficace per la guarigione del nostro spirito. Per Cristo nostro Signore.

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Con l’occasione i Volontari presenti hanno rinnovato il loro impegno nel sevizio con i poveri.

RINNOVO IMPEGNO

Grazie Padre per l’amore che mi riveli guardando il Tuo Figlio Gesù in croce.

Grazie perché mi garantisci un posto con Te nella Vita che ci attende.

Grazie per la tua amorosa vicinanza attraverso il Tuo Spirito Santo.

Grazie per il desiderio di servirTi nella Persona dei Tuoi Rappresentanti “l Poveri “

Rinnovo il mio impegno battesimale con cuore sincero e animo riconoscente.

Rendimi coraggioso, costante nella Fede, operoso e gioioso nella carità, affinché sappia testimoniare con la mia vita, la Speranza che è in me.

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E’ salito al cielo ELIAS, volontario Messa del Povero. Funerale venerdì ore 8.45 Chiesa S. Gioacchino corso Giulio Cesare 10

Ultimo servizio che ha voluto fare domenica scorsa è stata la pulizia dell’ingresso al Centro Andrea e sicuramente avrà trovato pulita la strada per il Paradiso con Fratel Egidio che lo aspettava…

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dal 22 Marzo servizio assicurato dalla Croce Rossa

A partire da domenica 22/3/20 e fino alla revoca dello stato di emergenza verrà sospeso il servizio di somministrazione dei pasti come Messa del Povero.

Tale servizio sarà esclusivamente effettuato dai volontari della Croce Rossa con la consegna dei sacchetti.
Si invitano tutte le persone appartenenti al Volontariato dell’Associazione Messa del Povero a rimane a casa e a non venire al Centro Andrea.

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Coronavirus, i senzatetto di Torino: “Io che non ho una casa cosa faccio?”

Le preoccupazioni delle associazioni dei senza fissa dimora: per evitare il contagio ingresso vietato ai volontari e servizi sospesi, come l’uso delle docce.

Il governo dice di restare a casa: ma io che non ho una casa cosa devo fare?”. È quello che si chiedono le centinaia di persone senza fissa dimora che in questi giorni devono affrontare nuove difficoltà anche a causa del coronavirus. Di notte stanno nei dormitori, dove non sempre è semplice garantire le distanze di sicurezza, di giorno vagano per la città.

La Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora (Fio.psd) ha lanciato un appello “#iostoacasa ma… chi non ha una casa?” per affrontare la questione. Si chiede di tenere aperti dormitori e centri che accolgono le persone senza fissa dimora e non diminuire, anzi aumentare, i servizi a loro dedicati. Eppure molte attività, almeno a Torino, sono già state sospese: dall’ingresso dei volontari, che spesso aiutano nel momento del pasto, ad alcuni servizi diurni che comprendono anche l’utilizzo delle docce. Sempre per rispetto delle regole imposte per evitare il contagio da coronavirus.

A Torino alcuni si sono attrezzati come possono: il Sermig ha attivato misure come la consegna di gel igienizzanti all’ingresso e ha chiesto alle donne con bambini di restare all’interno delle strutture anche di giorno, per evitare l’uscita e l’ingresso quotidiani, più difficili da gestire. Non è possibile però, considerati i numeri, fare lo stesso con gli uomini accolti, che sono un centinaio: e che quindi ogni mattina devono nuovamente uscire dalla struttura e stare in strada. Mancano luoghi pubblici dove fermarsi e restare qualche ora a scaldarsi e sono sospesi quasi ovunque i servizi diurni. Anche il centro del Gruppo Abele ha ricevuto dal comune gel igienizzanti da distribuire a chi entra nel dormitorio, chiudendo le attività del Drop House diurno. Le mascherine per gli operatori, come ovunque, scarseggiano: ce ne sono ancora ma non dureranno a lungo. “Ma i dormitori, come il nostro in via Pacini, non chiudono – spiega Patrizia Ghiani, coordinatrice area povertà e inclusione sociale del Gruppo Abele, evidenziando la necessità di continuare a offrire un servizio alle persone più fragili – Non chiudono perché non possono chiudere, anche se la preoccupazione tra noi operatori è palpabile. Si rispettano le 10 regole da seguire per ridurre i rischi del contagio ma non vuol dire che non ci sentiamo esposti”. 

https://torino.repubblica.it/cronaca/2020/03/13/news/coronavirus_senzatetto_torino-251044308/?fbclid=IwAR1cwEoYZWWWDevi7EYfTYUCqoICbuuCr9gaCiumd1BBJ_YccnMd0HgorJE

Ieri il Centro Andrea ha distribuito circa 150 sacchetti con i pasti , acqua , pane e frutta. Si ringraziano la Croce Rossa, ed in particolare Matteo, Roberto, Michela, Stella e gli altri volontari presenti anche in questo periodo tanto difficile: Agron, Ulisse, Tommy, Giampietro, Hermann, Maurizio, Mario.

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Matteo 25,31-46

Tutti siamo sempre spaventati dall’esperienza della fine. Il pensiero della morte è una paura inconfessata che abita nel cuore di ogni uomo. E lo è perché in fondo non sappiamo nulla di quel momento, né cosa ci aspetta. Il Vangelo di oggi prende di petto esattamente questo mistero e getta luce su quel buio raccontandoci con precisione su cosa dovremmo fare i conti. In termini cinematografici dovremmo dire che il vangelo di oggi fa spoiler del finale, ma in realtà è proprio sapendo il finale che noi possiamo vivere diversamente la nostra vita. È infatti nelle parole di questo finale che possiamo ripensare l’essenziale del viaggio della nostra esistenza: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi”. Ciò che conta è essersi accorti del fratello che ci è accanto, perché solo quando ti accorgi che esiste qualcosa di diverso da te stesso, allora sei libero da quel grande inferno che è l’egoismo. In fondo chi è troppo concentrato su di sé non riesce mai ad essere felice, è troppo occupato a riempire gli spazi vuoti che lo abitano per accorgersi che ci sono anche altre cose. La carità non è solo un modo di fare del bene agli altri, ma è la grande liberazione di chi è imprigionato e impantanato nel proprio io. Chi non si esercita in questo riconoscimento dell’altro, soprattutto quando soffre, condanna se stesso a una maledizione che lo lascia imprigionato in una perenne lontananza da ciò che conta. Questo è l’inferno: essere lontani da ciò che conta.

Don Luigi Maria Epicoco

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Servizio domenica 15 marzo 2020 Emergenza Coronavirus

Facendo seguito all’Ordinanza del Ministero della Salute, Caritas diocesana e Comune di Torino circa le misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019

La Messa del Povero ha scelto le seguenti misure:

Il pasto non verrà consumato nella struttura, ma distribuito in sacchetti e buste. Verrà chiesto di mantenere la distanza di sicurezza.

Il servizio bagni e distribuzione vestiti sono sospesi.

La funzione religiosa è sospesa

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LETTERA A FRATEL EGIDIO: UNA VITA REALIZZATA…

“Le mani alzate verso Te, Signor…”

Era uno dei Tuoi canti preferiti, che abbiamo intonato in tante occasioni ed in ultimo, con solennità e maestosità, anche il giorno del Tuo ultimo saluto…

Caro Fratel Egidio, dal 27 Gennaio 2019, giorno della Tua nascita al Cielo, non hai più bisogno di alzare le mani verso il Signore, perché oramai il Signore…ce l’hai a portata di mano!

Anzi, ne approfittiamo, quasi sfacciatamente, per chiederTi di aiutarci dal Paradiso a protendere sempre più le nostre mani verso Dio!

In vita, ci hai sempre detto che eravamo le “Colonne portanti” del Centro Andrea…era uno dei Tuoi proverbiali incipit che ci infondeva coraggio nei momenti in cui ci vedevi un po’ stanchi o scoraggiati durante le nostre riunioni di coordinamento e negli incontri di preghiera al Centro La Salle.

E come non ricordare le Tue immancabili ed assai gradite telefonate di auguri di buon compleanno od onomastico, che ci allietavano in ogni ricorrenza e le Tue lettere e cartoline di buone vacanze che ci spedivi puntualmente dal Lago di Garda, quando tornavi a casa Tua per il meritato riposo estivo!

Hai sempre avuto un sorriso ed una parola buona per Tutti! Anche nei momenti più bui e con le persone più disperate! Sei sempre riuscito a consolarci tutti, esaltando i seppur pochi pregi di ognuno di noi e seppellendo nel dimenticatoio i nostri tanti…troppi limiti e difetti!

Nelle difficoltà, spesso ci incitavi e ci spronavi con la famosa massima del Beato Piergiorgio Frassati, che tanto amavi: “Bisogna Vivere, non vivacchiare!”.

Noi tutti Ti ricordiamo e ripensiamo a Te con immenso affetto e nostalgia! Ci manca tanto questa Tua grande sensibilità e l’Amore che hai donato “Gratis” (come avresti detto Tu!) ad ognuno di noi…Fratel Egidio!

Ci ripetevi sempre: “Infanzia serena, Vita realizzata!”. Eh sì, la Tua vita l’hai spesa tutta e…proprio bene! E fino all’ultimo respiro, ci hai lasciati tutti con il fiato sospeso!

Proprio così, non ci vergogniamo a dire che, quando le Tue condizioni di salute si sono aggravate…nessuno di noi osava pensare al peggio, perché ci hai sempre trasmesso tanta gioia e vitalità! E forse, anche perché non osavamo neanche lontanamente immaginare…la Messa del Povero senza di Te!

Ebbene sì, ci hai colti impreparati! Il nostro ricordo, ritorna al Tuo ultimo incontro mensile con i volontari della Messa del Povero al Centro La Salle domenica 13 gennaio 2019, giusto due settimane prima che ci lasciassi! E’ stata una vera e propria rimpatriata…eravamo lì in tanti, forse che, quasi…percepivamo inconsciamente quello che sarebbe accaduto poco dopo! Abbiamo scattato le ultime foto di gruppo insieme a Te e queste foto ora…le custodiamo molto gelosamente!

La Tua prematura ed inattesa dipartita (eh sì, ci hai veramente spiazzati, non ce l’aspettavamo proprio!), ha lasciato in noi un vuoto incolmabile! 

Nessuno potrà mai sostituirTi, né alla Messa del Povero e neppure al Centro La Salle o negli Istituti dei Fratelli delle Scuole Cristiane, dove hai vissuto e speso appieno la Tua Vita Gloriosa!

Questo vuoto, ahimè, l’abbiamo già ampiamente sperimentato anche al Centro Andrea in questo ultimo anno, nelle numerose occasioni in cui i nostri Poveri ci hanno chiesto direttamente o indirettamente di Te, con frasi del tipo: ”…Ma ora che Fratel Egidio non c’è più, con chi posso parlare, chi potrà ascoltarmi ed aiutarmi a risolvere questo problema…?”. 

Tanto è vero che nessuno di noi ha mai avuto la pretesa di sostituirTi o di provare a fare quello che facevi Tu, Fratel Egidio! E ci mancherebbe pure…! 

Caro Fratel Egidio, avevi un dono unico…sprizzaVi “Bellezza e Gioia” in ogni dove, il Tuo sorriso era contagioso, non avevi bisogno di fare lunghi discorsi, era sufficiente assaporare la serenità sul Tuo viso ed i Poveri al Centro Andrea si tranquillizzavano in un attimo, e così pure noi volontari ed i Tuoi Confratelli.

Ed in effetti, nessuno di noi ha mai neppure provato minimamente ad emularTi…sarebbe stato l’errore più grande che avremmo potuto fare! Come ci ripetevi spesso, ognuno di noi è unico ed irripetibile davanti a Dio ed il Signore non pretende da noi l’impossibile, ma ci chiama a donarci agli altri in modo semplice, per ciò che siamo e per quello che riusciamo a fare! Ognuno di noi deve sentirsi chiamato a coltivare appieno i propri talenti e carismi! Questo è l’obiettivo che ci siamo proposti di perseguire con ancora più forza e convinzione…da quando ci hai lasciati a camminare da soli! 

Ma ci avevi già messo in guardia prima…Fratel Egidio, perché sapevi bene che prima o poi avremmo dovuto portare avanti l’Opera Messa del Povero, anche senza di Te!

Questo primo anno appena trascorso da quando ci hai lasciati, è stato molto impegnativo! Ma non in virtù dei tanti adempimenti e mansioni da svolgere al Centro Andrea (il servizio ai Poveri, bene o male, l’abbiamo sempre onorato con passione, a volte con sacrificio, subendo qualche delusione ed ingoiando brutti rospi…anche quando c’eri Tu!), bensì per l’impegnativa Eredità Spirituale che abbiamo dovuto giocoforza raccogliere da Te! 

La nostra prima e più grande preoccupazione è stata innanzitutto quella di impegnarci a non disperdere il Grande Patrimonio Spirituale che ci hai trasmesso negli anni…che si sintetizza e si sostanzia nell’Amore per il Nostro Prossimo, effondendo la Parola di Dio attraverso la Preghiera Personale e Comunitaria e nel portare avanti e testimoniare con fedeltà le nostre Opere di Carità!

E…ringraziando il Buon Dio, la “Provvidenza” finora non ci ha mai fatto mancare nulla e la Messa del Povero continua la Sua Opera Meritevole e la Sua Missione a favore dei più bisognosi, grazie anche all’impegno ed all’Amore del Gruppo dei Volontari Storici, ai quali nel frattempo si sono affiancati altri Volontari che, a poco a poco, stanno prendendo a cuore il Servizio ai Poveri!

Però Ti chiediamo ancora, Caro Fratel Egidio, di continuare ad accompagnarci da Lassù come hai fatto finora, così che anche i nuovi volontari possano sentire nel loro cuore quel fuoco e quell’ardore che il Signore sà trasmettere a tutti coloro che Lui chiama!

Ma soprattutto, Ti chiediamo di condurre sui nostri passi…magari un Religioso come Te, che prenda veramente a cuore l’Opera Messa del Povero ed i nostri Poveri! Abbiamo ancora assoluto bisogno di una Guida Spirituale “Forte” e sempre presente, quale eri Tu…per noi!

Carissimo Fratel Egidio…in ultimo Ti preghiamo di intercedere presso Dio in favore della Messa del Povero e di tutti noi, affinchè Lui, che vede e provvede, pur considerando i nostri limiti e la nostra pochezza, ci plasmi e ci renda degni di proseguire quest’Opera Meritoria, che oramai ha compiuto 91 anni…e di traghettarla verso il Centenario, che ci auguriamo di potere celebrare gloriosamente tutti insieme nel 2028!

Ancora grazie di tutto cuore…Fratel Egidio!

Andrea e Filomena

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Fratel Egidio – 27 Gennaio 2019 – un anno dalla salita al Padre

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