Oggi 21 febbraio 2021, prima domenica di Quaresima, Don Giovanni (Parroco di Rivoli) ha celebrato la Santa Messa con l’imposizione delle Ceneri

MERCOLEDÌ DELLE CENERI

Antifona d’Ingresso Sap 11,24-25.27

Tu ami tutte le creature, Signore, e nulla disprezzi di ciò che hai creato; tu dimentichi i peccati di quanti si convertono e li perdoni, perché tu sei il Signore nostro Dio.

Colletta O Dio, nostro Padre, concedi, al popolo cristiano di iniziare con questo digiuno un cammino di vera conversione, per affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento contro lo spirito del male. Per il nostro Signore.

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I – LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura Gl 2,12-18

Dal libro del profeta Gioèle

Cosi dice il Signore:«Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti.

Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore, vostro Dio, perché egli è misericordioso e pietoso, lento all’ira, di grande amore, pronto a ravvedersi riguardo al male».

Chi sa che non cambi e si ravveda e lasci dietro a sé una benedizione?

Offerta e libagione per il Signore, vostro Dio.

Suonate il corno in Sion, proclamate un solenne digiuno, convocate una riunione sacra.

Radunate il popolo, indite un’assemblea solenne, chiamate i vecchi, riunite i fanciulli, i bambini lattanti; esca lo sposo dalla sua camera e la sposa dal suo talamo.

Tra il vestibolo e l’altare piangano i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano: «Perdona, Signore, al tuo popolo e non espor-re la tua eredità al ludibrio e alla derisione delle genti».

Perché si dovrebbe dire fra i popoli: «Dov’è il loro Dio?».

Il Signore si mostra geloso per la sua terra e si muove a compassione del suo popolo.

Parola di DIO

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Salmo Responsoriale Dal Salmo 50

Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore; nella tua grande misericordia cancella la mia iniquità.

Lavami tutto dalla mia colpa, dal mio peccato rendimi puro.

Sì, le mie iniquità io le riconosco, il mio peccato mi sta sempre dinanzi.

Contro di te, contro te solo ho peccato, quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto.

Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo.

Non scacciarmi dalla tua presenza e non privarmi del tuo santo spirito.

Rendimi la gioia della tua salvezza, sostienimi con uno spirito generoso.

Signore, apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode.

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Seconda Lettura 2 Cor 5,20-6,2

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, noi, in nome di Cristo, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta.

Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio. Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio.

Egli dice infatti: «Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso». Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!

Parola di DIO

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Canto al Vangelo Sal 94,8

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Oggi non indurite il vostro cuore, ma ascoltate la voce del Signore.

Dal vangelo secondo Matteo 6,1-6.16-18

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

Parola del Signore

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II – LITURGIA di PENITENZA

Terminata l’omelia, il sacerdote benedice le ceneri:

Raccogliamoci, fratelli carissimi, in umile preghiera, davanti a Dio nostro Padre, perché faccia scendere su di noi la sua benedizione e accolga l’atto penitenziale che stiamo per compiere.

Tutti si raccolgono, per alcuni istanti, in preghiera silenziosa; e il sacerdote prosegue:

O Dio, che hai pietà di chi si pente e doni la tua pace a chi si converte, accogli con paterna bontà la preghiera del tuo popolo e benedici questi tuoi figli, che riceveranno l’austero simbolo delle ceneri, perché, attraverso l’itinerario spirituale della Quaresima, giungano completamente rinnovati a celebrare la Pasqua del tuo Figlio, il Cristo nostro Signore.

Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Il Sacerdote asperge con l’acqua benedetta le ceneri mentre fedeli processionalmente, si presentano al celebrante, il quale impone a ciascuno le ceneri, dicendo:

Convertitevi, e credete al Vangelo. Oppure: Ricordati che sei polvere, e in polvere tornerai.

III – LITURGIA EUCARISTICA

Sulle Offerte Accogli, Signore, questo sacrificio, col quale iniziamo solennemente la Quaresima, e fa’ che mediante le opere di carità e penitenza vinciamo i nostri vizi e liberi dal peccato possiamo celebrare la Pasqua del tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Dopo la Comunione

Questo sacramento che abbiamo ricevuto, o Padre, ci sostenga nel cammino quaresimale, santifichi il nostro digiuno e lo renda efficace per la guarigione del nostro spirito. Per Cristo nostro Signore.

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Con l’occasione i Volontari presenti hanno rinnovato il loro impegno nel sevizio con i poveri.

RINNOVO IMPEGNO

Grazie Padre per l’amore che mi riveli guardando il Tuo Figlio Gesù in croce.

Grazie perché mi garantisci un posto con Te nella Vita che ci attende.

Grazie per la tua amorosa vicinanza attraverso il Tuo Spirito Santo.

Grazie per il desiderio di servirTi nella Persona dei Tuoi Rappresentanti “l Poveri “

Rinnovo il mio impegno battesimale con cuore sincero e animo riconoscente.

Rendimi coraggioso, costante nella Fede, operoso e gioioso nella carità, affinché sappia testimoniare con la mia vita, la Speranza che è in me.

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E’ salito al cielo ELIAS, volontario Messa del Povero. Funerale venerdì ore 8.45 Chiesa S. Gioacchino corso Giulio Cesare 10

Ultimo servizio che ha voluto fare domenica scorsa è stata la pulizia dell’ingresso al Centro Andrea e sicuramente avrà trovato pulita la strada per il Paradiso con Fratel Egidio che lo aspettava…

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dal 22 Marzo servizio assicurato dalla Croce Rossa

A partire da domenica 22/3/20 e fino alla revoca dello stato di emergenza verrà sospeso il servizio di somministrazione dei pasti come Messa del Povero.

Tale servizio sarà esclusivamente effettuato dai volontari della Croce Rossa con la consegna dei sacchetti.
Si invitano tutte le persone appartenenti al Volontariato dell’Associazione Messa del Povero a rimane a casa e a non venire al Centro Andrea.

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Coronavirus, i senzatetto di Torino: “Io che non ho una casa cosa faccio?”

Le preoccupazioni delle associazioni dei senza fissa dimora: per evitare il contagio ingresso vietato ai volontari e servizi sospesi, come l’uso delle docce.

Il governo dice di restare a casa: ma io che non ho una casa cosa devo fare?”. È quello che si chiedono le centinaia di persone senza fissa dimora che in questi giorni devono affrontare nuove difficoltà anche a causa del coronavirus. Di notte stanno nei dormitori, dove non sempre è semplice garantire le distanze di sicurezza, di giorno vagano per la città.

La Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora (Fio.psd) ha lanciato un appello “#iostoacasa ma… chi non ha una casa?” per affrontare la questione. Si chiede di tenere aperti dormitori e centri che accolgono le persone senza fissa dimora e non diminuire, anzi aumentare, i servizi a loro dedicati. Eppure molte attività, almeno a Torino, sono già state sospese: dall’ingresso dei volontari, che spesso aiutano nel momento del pasto, ad alcuni servizi diurni che comprendono anche l’utilizzo delle docce. Sempre per rispetto delle regole imposte per evitare il contagio da coronavirus.

A Torino alcuni si sono attrezzati come possono: il Sermig ha attivato misure come la consegna di gel igienizzanti all’ingresso e ha chiesto alle donne con bambini di restare all’interno delle strutture anche di giorno, per evitare l’uscita e l’ingresso quotidiani, più difficili da gestire. Non è possibile però, considerati i numeri, fare lo stesso con gli uomini accolti, che sono un centinaio: e che quindi ogni mattina devono nuovamente uscire dalla struttura e stare in strada. Mancano luoghi pubblici dove fermarsi e restare qualche ora a scaldarsi e sono sospesi quasi ovunque i servizi diurni. Anche il centro del Gruppo Abele ha ricevuto dal comune gel igienizzanti da distribuire a chi entra nel dormitorio, chiudendo le attività del Drop House diurno. Le mascherine per gli operatori, come ovunque, scarseggiano: ce ne sono ancora ma non dureranno a lungo. “Ma i dormitori, come il nostro in via Pacini, non chiudono – spiega Patrizia Ghiani, coordinatrice area povertà e inclusione sociale del Gruppo Abele, evidenziando la necessità di continuare a offrire un servizio alle persone più fragili – Non chiudono perché non possono chiudere, anche se la preoccupazione tra noi operatori è palpabile. Si rispettano le 10 regole da seguire per ridurre i rischi del contagio ma non vuol dire che non ci sentiamo esposti”. 

https://torino.repubblica.it/cronaca/2020/03/13/news/coronavirus_senzatetto_torino-251044308/?fbclid=IwAR1cwEoYZWWWDevi7EYfTYUCqoICbuuCr9gaCiumd1BBJ_YccnMd0HgorJE

Ieri il Centro Andrea ha distribuito circa 150 sacchetti con i pasti , acqua , pane e frutta. Si ringraziano la Croce Rossa, ed in particolare Matteo, Roberto, Michela, Stella e gli altri volontari presenti anche in questo periodo tanto difficile: Agron, Ulisse, Tommy, Giampietro, Hermann, Maurizio, Mario.

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Matteo 25,31-46

Tutti siamo sempre spaventati dall’esperienza della fine. Il pensiero della morte è una paura inconfessata che abita nel cuore di ogni uomo. E lo è perché in fondo non sappiamo nulla di quel momento, né cosa ci aspetta. Il Vangelo di oggi prende di petto esattamente questo mistero e getta luce su quel buio raccontandoci con precisione su cosa dovremmo fare i conti. In termini cinematografici dovremmo dire che il vangelo di oggi fa spoiler del finale, ma in realtà è proprio sapendo il finale che noi possiamo vivere diversamente la nostra vita. È infatti nelle parole di questo finale che possiamo ripensare l’essenziale del viaggio della nostra esistenza: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi”. Ciò che conta è essersi accorti del fratello che ci è accanto, perché solo quando ti accorgi che esiste qualcosa di diverso da te stesso, allora sei libero da quel grande inferno che è l’egoismo. In fondo chi è troppo concentrato su di sé non riesce mai ad essere felice, è troppo occupato a riempire gli spazi vuoti che lo abitano per accorgersi che ci sono anche altre cose. La carità non è solo un modo di fare del bene agli altri, ma è la grande liberazione di chi è imprigionato e impantanato nel proprio io. Chi non si esercita in questo riconoscimento dell’altro, soprattutto quando soffre, condanna se stesso a una maledizione che lo lascia imprigionato in una perenne lontananza da ciò che conta. Questo è l’inferno: essere lontani da ciò che conta.

Don Luigi Maria Epicoco

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Servizio domenica 15 marzo 2020 Emergenza Coronavirus

Facendo seguito all’Ordinanza del Ministero della Salute, Caritas diocesana e Comune di Torino circa le misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019

La Messa del Povero ha scelto le seguenti misure:

Il pasto non verrà consumato nella struttura, ma distribuito in sacchetti e buste. Verrà chiesto di mantenere la distanza di sicurezza.

Il servizio bagni e distribuzione vestiti sono sospesi.

La funzione religiosa è sospesa

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LETTERA A FRATEL EGIDIO: UNA VITA REALIZZATA…

“Le mani alzate verso Te, Signor…”

Era uno dei Tuoi canti preferiti, che abbiamo intonato in tante occasioni ed in ultimo, con solennità e maestosità, anche il giorno del Tuo ultimo saluto…

Caro Fratel Egidio, dal 27 Gennaio 2019, giorno della Tua nascita al Cielo, non hai più bisogno di alzare le mani verso il Signore, perché oramai il Signore…ce l’hai a portata di mano!

Anzi, ne approfittiamo, quasi sfacciatamente, per chiederTi di aiutarci dal Paradiso a protendere sempre più le nostre mani verso Dio!

In vita, ci hai sempre detto che eravamo le “Colonne portanti” del Centro Andrea…era uno dei Tuoi proverbiali incipit che ci infondeva coraggio nei momenti in cui ci vedevi un po’ stanchi o scoraggiati durante le nostre riunioni di coordinamento e negli incontri di preghiera al Centro La Salle.

E come non ricordare le Tue immancabili ed assai gradite telefonate di auguri di buon compleanno od onomastico, che ci allietavano in ogni ricorrenza e le Tue lettere e cartoline di buone vacanze che ci spedivi puntualmente dal Lago di Garda, quando tornavi a casa Tua per il meritato riposo estivo!

Hai sempre avuto un sorriso ed una parola buona per Tutti! Anche nei momenti più bui e con le persone più disperate! Sei sempre riuscito a consolarci tutti, esaltando i seppur pochi pregi di ognuno di noi e seppellendo nel dimenticatoio i nostri tanti…troppi limiti e difetti!

Nelle difficoltà, spesso ci incitavi e ci spronavi con la famosa massima del Beato Piergiorgio Frassati, che tanto amavi: “Bisogna Vivere, non vivacchiare!”.

Noi tutti Ti ricordiamo e ripensiamo a Te con immenso affetto e nostalgia! Ci manca tanto questa Tua grande sensibilità e l’Amore che hai donato “Gratis” (come avresti detto Tu!) ad ognuno di noi…Fratel Egidio!

Ci ripetevi sempre: “Infanzia serena, Vita realizzata!”. Eh sì, la Tua vita l’hai spesa tutta e…proprio bene! E fino all’ultimo respiro, ci hai lasciati tutti con il fiato sospeso!

Proprio così, non ci vergogniamo a dire che, quando le Tue condizioni di salute si sono aggravate…nessuno di noi osava pensare al peggio, perché ci hai sempre trasmesso tanta gioia e vitalità! E forse, anche perché non osavamo neanche lontanamente immaginare…la Messa del Povero senza di Te!

Ebbene sì, ci hai colti impreparati! Il nostro ricordo, ritorna al Tuo ultimo incontro mensile con i volontari della Messa del Povero al Centro La Salle domenica 13 gennaio 2019, giusto due settimane prima che ci lasciassi! E’ stata una vera e propria rimpatriata…eravamo lì in tanti, forse che, quasi…percepivamo inconsciamente quello che sarebbe accaduto poco dopo! Abbiamo scattato le ultime foto di gruppo insieme a Te e queste foto ora…le custodiamo molto gelosamente!

La Tua prematura ed inattesa dipartita (eh sì, ci hai veramente spiazzati, non ce l’aspettavamo proprio!), ha lasciato in noi un vuoto incolmabile! 

Nessuno potrà mai sostituirTi, né alla Messa del Povero e neppure al Centro La Salle o negli Istituti dei Fratelli delle Scuole Cristiane, dove hai vissuto e speso appieno la Tua Vita Gloriosa!

Questo vuoto, ahimè, l’abbiamo già ampiamente sperimentato anche al Centro Andrea in questo ultimo anno, nelle numerose occasioni in cui i nostri Poveri ci hanno chiesto direttamente o indirettamente di Te, con frasi del tipo: ”…Ma ora che Fratel Egidio non c’è più, con chi posso parlare, chi potrà ascoltarmi ed aiutarmi a risolvere questo problema…?”. 

Tanto è vero che nessuno di noi ha mai avuto la pretesa di sostituirTi o di provare a fare quello che facevi Tu, Fratel Egidio! E ci mancherebbe pure…! 

Caro Fratel Egidio, avevi un dono unico…sprizzaVi “Bellezza e Gioia” in ogni dove, il Tuo sorriso era contagioso, non avevi bisogno di fare lunghi discorsi, era sufficiente assaporare la serenità sul Tuo viso ed i Poveri al Centro Andrea si tranquillizzavano in un attimo, e così pure noi volontari ed i Tuoi Confratelli.

Ed in effetti, nessuno di noi ha mai neppure provato minimamente ad emularTi…sarebbe stato l’errore più grande che avremmo potuto fare! Come ci ripetevi spesso, ognuno di noi è unico ed irripetibile davanti a Dio ed il Signore non pretende da noi l’impossibile, ma ci chiama a donarci agli altri in modo semplice, per ciò che siamo e per quello che riusciamo a fare! Ognuno di noi deve sentirsi chiamato a coltivare appieno i propri talenti e carismi! Questo è l’obiettivo che ci siamo proposti di perseguire con ancora più forza e convinzione…da quando ci hai lasciati a camminare da soli! 

Ma ci avevi già messo in guardia prima…Fratel Egidio, perché sapevi bene che prima o poi avremmo dovuto portare avanti l’Opera Messa del Povero, anche senza di Te!

Questo primo anno appena trascorso da quando ci hai lasciati, è stato molto impegnativo! Ma non in virtù dei tanti adempimenti e mansioni da svolgere al Centro Andrea (il servizio ai Poveri, bene o male, l’abbiamo sempre onorato con passione, a volte con sacrificio, subendo qualche delusione ed ingoiando brutti rospi…anche quando c’eri Tu!), bensì per l’impegnativa Eredità Spirituale che abbiamo dovuto giocoforza raccogliere da Te! 

La nostra prima e più grande preoccupazione è stata innanzitutto quella di impegnarci a non disperdere il Grande Patrimonio Spirituale che ci hai trasmesso negli anni…che si sintetizza e si sostanzia nell’Amore per il Nostro Prossimo, effondendo la Parola di Dio attraverso la Preghiera Personale e Comunitaria e nel portare avanti e testimoniare con fedeltà le nostre Opere di Carità!

E…ringraziando il Buon Dio, la “Provvidenza” finora non ci ha mai fatto mancare nulla e la Messa del Povero continua la Sua Opera Meritevole e la Sua Missione a favore dei più bisognosi, grazie anche all’impegno ed all’Amore del Gruppo dei Volontari Storici, ai quali nel frattempo si sono affiancati altri Volontari che, a poco a poco, stanno prendendo a cuore il Servizio ai Poveri!

Però Ti chiediamo ancora, Caro Fratel Egidio, di continuare ad accompagnarci da Lassù come hai fatto finora, così che anche i nuovi volontari possano sentire nel loro cuore quel fuoco e quell’ardore che il Signore sà trasmettere a tutti coloro che Lui chiama!

Ma soprattutto, Ti chiediamo di condurre sui nostri passi…magari un Religioso come Te, che prenda veramente a cuore l’Opera Messa del Povero ed i nostri Poveri! Abbiamo ancora assoluto bisogno di una Guida Spirituale “Forte” e sempre presente, quale eri Tu…per noi!

Carissimo Fratel Egidio…in ultimo Ti preghiamo di intercedere presso Dio in favore della Messa del Povero e di tutti noi, affinchè Lui, che vede e provvede, pur considerando i nostri limiti e la nostra pochezza, ci plasmi e ci renda degni di proseguire quest’Opera Meritoria, che oramai ha compiuto 91 anni…e di traghettarla verso il Centenario, che ci auguriamo di potere celebrare gloriosamente tutti insieme nel 2028!

Ancora grazie di tutto cuore…Fratel Egidio!

Andrea e Filomena

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Fratel Egidio – 27 Gennaio 2019 – un anno dalla salita al Padre

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Auguri di un felice Santo Natale

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ANCHE IL POVERO HA BISOGNO DI PREGARE

In queste parole può essere sintetizzata la finalità della Messa del Povero e la fonte da cui ha avuto origine.

A distanza di 91 anni dalla sua fondazione essa intende proseguire il suo cammino su quella impostazione e con quell’orientamento.

In essa, cioè, si intende assistere «tutto l’uomo, anima e corpo, secondo lo stile della genuina carità.

L’ideale sarebbe quello di risolvere radicalmente i problemi degli assistiti togliendoli dalla loro condizione di mendicanti e sistemandoli in uno stato più umano e decoroso. Purtroppo il problema è assai complesso e le possibilità limitate. Del resto Gesù stesso aveva ammonito: “Dei poveri ne avrete sempre con voi.1

L’Opera vuole portare il suo modesto contributo di sollievo della sofferenza presso i fratelli più poveri, più dimenticati e forse anche più rifuggiti e allontanati, senza la pretesa di cambiare totalmente una situazione che è sempre esistita e che esisterà sempre, anche in una società più avanzata nell’assistenza sociale. ·

Gli emarginati per colpa della società o per colpa loro, esisteranno sempre: troppi fattori possono interferire nella già grande varietà dei temperamenti individuali. Né è lecito parlare di colpa e di responsabilità personali: Dio solo è giudice delle coscienze! Nella vita di ogni uomo incidono avvenimenti, fatti, influenze che possono portare a delle situazioni che sempre invocheranno una comprensione, un conforto, un aiuto, che sempre cercheranno una mano o una vicinanza amica.

Il cuore umano, anche e forse più ancora, dopo tragici avvenimenti, azioni sbagliate, traumi fisici o psichici, sente sempre nel profondo l’intimo bisogno di un cuore che gli si affianchi e gli cammini vicino.

Per questo l’assistenza materiale che la Messa del Povero può offrire ai suoi amici, entra come ultima componente nella finalità dell’Opera e si pospone all’assistenza spirituale e sociale.

È importante che il povero incontri ancora Dio, anche se viene da vie lontane.

È importante che il povero incontri ancora l’uomo-fratello, anche se dolorose esperienze gli fanno conoscere solo l’uomo-nemico o l’uomo-utile.

È questo il primo impegno della Messa del Povero che si realizza nei momenti di preghiera comunitaria, nell’assistenza alla Santa Messa festiva, nell’ascolto della Parola di Dio, nel ricordo vissuto dei grandi misteri della fede che l’Anno Liturgico ci propone ogni anno. La partecipazione dei poveri in questi incontri è davvero sentita e commovente.

Scoprire l’uomo-fratello.

Sono troppo o sempre soli i poveri. Sempre soli con se stessi e spesso in diffidente guardia contro gli altri, chiunque essi siano.

Hanno bisogno di ritrovarsi tra loro e con altri, in ambiente amico, per ricordare che: «ogni uomo è mio fratello».

È mio fratello l’uomo che vive nella mia condizione,

è mio fratello l’uomo che con me partecipa all’incontro,

è mio fratello l’uomo che prega con me il Padre,

è mio fratello l’uomo che si mette a mio servizio per aiutarmi nelle mie necessità,

è mio fratello anche l’uomo che si scosta da me lungo la strada per non incontrare la mano che si tende.

Questa azione di comprensione e di amicizia trova i suoi momenti negli incontri e nelle conversazioni (che sovente sono sfoghi di un risentimento a lungo covato nell’anima), nelle piccole feste che rallegrano e accomunano che danno modo di vivere una giornata di fraternità serena e spensierata…

1) L’Amore a Gesù Crocifisso, n.2, 1973, p.13

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